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Caravaggio a Roma

Verantwortlicher Autor: Antonio Tisi Roma, 01.04.2018, 12:33 Uhr
Presse-Ressort von: Antonio Tisi Bericht 5124x gelesen
Giuditta e Oloferne
Giuditta e Oloferne  Bild: www.beniculturali.it

Roma [ENA] Godere delle bellezze dell'arte a Roma è un'attività molto facile da fare, basta passeggiare per le strade e guardarsi attorno, piazze, chiese, fontane, monumenti, statue e affreschi sono padroni dei vostri occhi e sublimano la vostra mente anche in modo del tutto passivo. Tra le tante bellezze,

se si vuole inseguire uno dei tanti artisti che hanno omaggiato Roma della propria opera, forse ripercorrere i luoghi dove uno dei più apprezzati e particolari di essi ha lasciato le sue tracce può senza alcun dubbio inebriare la mente. Un artista che rispecchia tutto ciò è sicuramente il Caravaggio, colui che, come nessun altro, ha dato alla "luce" (con i suoi giochi) un ruolo fondamentale nella pratica pittorica, l’oscurità del fondo e il suo contrasto sono il gioco chiave di questo artista che si chiamava Michelangelo Merisi, detto, però, il Caravaggio, uno dei più grandi ed eclettici pittori della storia.

Roma ebbe la fortuna di ospitare questo eccezionale artista lombardo per molti anni, durante i quali egli sfornò dalla sua innaturale creatività, opere uniche e magiche che tutt'oggi sono custodite in chiese e musei della capitale. Partendo da Piazza Navona, si respira già la sua presenza nella zona e nelle stradine attigue, la proprio dove il Caravaggio iniziò a vivere nella capitale, immergendosi nella gente "comune" e attingendo da loro le "vicissitudini umane" scritte nei visi, scolpite negli sguardi che poi lui trasferì nei sui dipinti sotto forma di Madonne, Santi e Cristi, ma anche di semplici persone.

Nella Chiesa San Luigi dei Francesi, proprio nei pressi di Piazza Navona, vicino al Corso Rinascimento, troviamo, a sinistra della navata, in fondo e all'interno della Cappella Contarelli, possiamo ammirare: la “Vocazione di San Matteo”, il “Martirio di San Matteo” (1599-1600) e “S. Matteo e l’Angelo” (1602). Continuando il percorso, alla fine di Corso Rinascimento, laddove si apre Piazza delle Cinque Lune, c'è la Chiesa di Sant’Agostino, dove troviamo, nella prima cappella a sinistra: la “Madonna dei Pellegrini” (1604-6). In questo quadro, il volto della Madonna è quello di Lena Antognetti, famosa cortigiana al tempo.

Conversione di San Paolo (S. Maria del Popolo)

Sulla Piazza del Popolo si trova la Basilica Santa Maria del Popolo adiacente la Porta delle Mura Aureliane. Qui c'è la Cappella Cerasi, proprio sul transetto, e si trovano esposte le opere del Caravaggio: “Conversione di S. Paolo” (1660-1), e “Crocifissione di S. Pietro” (1600-1). Nel primo dipinto S. Paolo si trova a terra, sotto, ai piedi del cavallo, come caduto nel momento in cui viene colpito dalla “luce fortissima della rivelazione“ questo episodio divino ha una forte energia "interiore", questo grazie al gioco di luce. Nell'altra tela, S. Pietro manifesta un estremo stoicismo durante il suo estremo supplizio.

Andando verso Piazza Venezia, giusto alla fine di Via del Corso sulla destra si presenta la Galleria Doria Pamphilj, all'interno della stessa ci sono tre opere del Caravaggio: la “Maddalena Penitente” (1595 ca.), il “Riposo durante la Fuga in Egitto” (1595 ca.) e una delle due versioni identiche del “S. Giovanni Battista” (1602). Un tema religioso con una visione domestica è espresso nella Maddalena costretta al centro di uno spazio vuoto e che ripone una collana di perle e dei monili, gesto che certifica l'addio alla vita mondana. Nella seconda opera vediamo il suo talento giovanile espresso al massimo. S. Giovanni Battista, infine, si presta a straordinari giochi chiaroscurali, da li la sua magnificenza.

La Galleria Borghese fa il pieno delle opere di Caravaggio presenti a Roma: il “Fanciullo con Canestra di frutta” e il “Bacchino Malato” (1593-4). Ancora, relativamente ad un suo periodo più maturo: la “Madonna dei Palafrenieri” (1605-6) e “Davide con la Testa di Golia” (1609-10). L'unica opera conservata nei Musei Vaticani è estremamente significativa: la “Deposizione di Cristo” (1602-4). Un'opera che ha immediatamente ricevuto l'ammirazione e il consenso di tutti, opera pregna di motivo classico.

In via delle Quattro Fontane, e precisamente al numero 13, troviamo il Palazzo Barberini, qui si ammira un’opera presa in riferimento e pilota per i “caravaggeschi“ come ad esempio, Artemisia Gentileschi. L'opera in questione è: “Giuditta e Oloferne” (1599). Qui i “moti dell’anima” agitano gli attori del dipinto. Un'opera suggestiva di Caravaggio che è si trova in questo palazzo è senza alcun dubbio: “Narciso” (1599) che, riflettendosi su di una superficie d’acqua, ammira la immagine e se ne compiace.

Narciso (Palazzo Barberini)

Nella Pinacoteca Capitolina, ci sono: la “Buona Ventura” (1593-4) e il “S. Giovanni Battista” (1602), temi ripercorsi più volte dal Caravaggio. Il gioco di sguardi tra i due soggetti è la chiave del primo dipinto. La seconda creazione, rappresenta la copia identica di quella conservata in Galleria Doria Pamphilj. Si finisce questo nostro giro romano tra le opere del Caravaggio con la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini, proprio qui c'è una ulteriore versione del “S. Giovanni Battista“, dove il Santo riaffiora dal buio con il pallore del suo fisico, raccolto in un mantello rosso e con il viso seminascosto, volutamente. Questo è il Caravaggio a Roma!

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